IL CENTRO YOGA DELLA SOLIDARIETÀ – L’UTILE ANDRÀ A CHI AIUTA I BIMBI

Corriere della sera, Marta Ghezzi

Dopo l’esperienza di volontaria ad Haiti, Carol Brumer decide di dare una svolta alla sua vita. Nasce cosi il suo centro yoga, I cui utili sono devoluti interamente alla fondazione Rava.

Genitori americani, ma lei nasce in Germania, a Wiesbaden, nei primi anni Sessanta. Da allora la vita di Carol Brumer è un treno lanciato a velocità supersonica fra Europa e Stati Uniti d’America. I primi venti anni: in Spagna a Madrid, California, Colorado, di nuovo la costa pacifica, un passaggio da New York e Parigi. Ride mentre ricorda, sbagliando date e passaggi. “Diciamo che ogni sei mesi facevo le valigie”, puntualizza, ma si capisce che il nomadismo non l’ha disturbata. Laurea in management Consulting in America, master in Mba all’Insead di Fontainebleau, Francia. E’ il 1990. Fra i compagni di corso c’è un italiano, Paolo Scarlatti. L’uomo della sua vita, il padre dei suoi tre figli, Giovanni, 21 anni, Susanna, 18, Tommaso, 15. L’uomo che la lega alla città di Milano. Scherza mentre riavvolge il nastro, “non si è messo in ginocchio con l’anello, sto ancora aspettando”, dice, ma è chiaro che è amore vero, anche dopo ventitré anni di felice matrimonio. E per la prima volta usa una frase chiave, che ripeterà spesso: “Siamo stati fortunati, molto fortunati”.

La vita milanese: i figli crescono, il marito imprenditore ha una società, lei si occupa di consulenze, per dieci anni lavora da Mariella Burani. Un attimo e Carol Brumer è davanti alla torta di compleanno con cinquanta candeline. “Ho avvertito il bisogno di una svolta, il desiderio di restituire”, dice. Mesi di confusione. Che fare? Dove andare? Confessa di aver pensato a Bill Gates, ma il destino l’ha tenuta ancorata a Milano. Conosceva di nome la Fondazione Francesca Rava NPH Italia (nph-italia.org), ente che aiuta l’infanzia in condizione di disagio nel mondo. “Ottima reputazione, sono andata a vedere”. Con trasporto rivela l’impatto: “L’atmosfera carica di energia mi è piaciuta da morire”. Brumer si ferma alla Rava. Non tira fuori le credenziali di manager, si mette a disposizione come una volontaria qualunque. Traduzioni, ricerca fondi, pianificazione. Ma sente un fuoco dentro. Vede le immagini devastanti di haiti, vuole andare.

Corre l’anno 2012. Al rientro non è più lei. “Ho perfino proposto a mio marito di trasferirci là, per aiutare meglio” confessa. Inquietudine. Gli occhi si velano mentre spiega: “Se vedi non puoi più tirarti indietro”. Altri viaggi ad haiti, i figli che lasciano il nido per andare a studiare oltreoceano. Il ritorno è sempre più doloroso, ancora quel “che fare”? Ritrova equilibrio con yoga e meditazione. E nasce l’idea: un centro dii yoga e healing arts di alta qualità interamente non profit, un centro che devolverà il cento per cento degli utili alla Fondazione Rava.

“Improvvisamente in testa era tutto chiaro: dal benessere dei milanesi sarebbe arrivato l’aiuto ai bambini sfortunati”. Brumer batte la città alla ricerca di un posto. L’anno scorso il via ai lavori in un ex showroom in via San Francesco s’Assisi 15, zona corso Italia. L’investimento? Sorvola, è un gesto filantropico che non vuole rivelare, ma dichiara l’obiettivo. “Volando basso potremo donare 50 mila euro l’anno alla Fondazione dal terzo anno di vita”, dice, “ma io sento che faremo di più”.

Nel centro ha coinvolto il maestro di yoga Tyler Micocci e Davide Monguzzi, esperto di trattamenti olistici. Ai due professionisti ha raccontato il suo sogno, poi sparato: “Are you in?” (siete con me?). I due uomini hanno formato il team: venticinque yoga teachers (Hatha, Vinyasa, Ashtanga, Anusara, Kundalini, Basic…) e quindici terapeuti (ayurvedica, agopuntura, shiatsu, rebirthing…). A City ZEN (cityzen.it) stanno dando gli ultimi ritocchi, l’opening è oggi e domani, domenica, aperto a tutti. Si va, si prova (gratuitamente), chi vuole può già acquistare un carnet solidale, dieci ingressi 180 euro di cui venti devoluti subito alla Fondazione Francesca Rava.

    Volontaria:
  • Carol Brumer un’esistenza in giro per il mondo. A 50 anni decide di restituire la fortuna avuta nella vita.
  • Conosce la Fondazione Rava che aiuta l’infanzia in condizioni di disagio nel mondo e si offre come volontaria.
  • Quindi apre a Milano in via San Francesco d’Assisi un centro di yoga di alta qualità che devolverà gli utili alla Fondazione.

La Parola: Yoga.
Pratica ascetica propria dell’induismo e di altre religioni orientali, grazie alla quale l’individuo giunge a liberarsi da tutti gli stimoli fisici e psichici per raggiungere lo stato di estasi, per entrare cioè in comunione con “l’Essere supremo”.