Cronaca

Casa popolare cambia tutto: la ottieni per 8 anni facilmente (rispettando solo 1 regola)

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Giulia Belotti

Se hai bisogno di una casa popolare ma non riesci mai ad ottenerla, oggi finalmente cambia tutto: ecco il requisito da rispettare

Le case popolari sono delle abitazioni assegnate alle famiglie con un reddito basso. Per ottenerne una è necessario iscriversi alle graduatorie comunali e locali, quindi presentare una domanda d’assegnazione: sono i Comuni, le Province e le Regioni che gestiscono queste procedure, quindi è necessario informarsi in merito ai requisiti dei propri enti di riferimento. Si può presentare domanda sia online che rivolgendosi a un patronato: se però da anni anche tu ci provi ma non ne ottieni mai una, questa può essere la tua volta buona.

Come ottenere una casa popolare per otto anni: basta rispettare un requisito (cityzen.it)

In alcune zone d’Italia l’assegnazione delle case popolari è un tema che anima sia i cittadini che l’amministrazione pubblica: non è facile, infatti, stabilire i criteri con i quali queste vengono assegnate e soprattutto decidere le regole che gli inquilini devono rispettare. Oggi, però, sta cambiando tutto e per qualcuno questa può essere una bella notizia.

Case popolari, rivoluzione in corso: cambia tutto

Negli uffici dell’assessore romano Pasquale Ciacciarelli è in corso la preparazione della riforma sulle case popolari di Roma. La bozza, ad oggi ancora ferma a novembre 2023, trasforma questi alloggi in case che l’ente pubblico regionale affitta come fosse un privato qualsiasi e sulla cui assegnazione ha quindi più potere decisionale. Innanzitutto, quindi, si vuole limitare il potere comunale in merito a questa materia e quindi colpire i “furbetti”, cioè gli occupanti senza un reddito e chi vive in una casa popolare da mesi e anni senza mai pagare lo scarsissimo canone d’affitto.

Come ottenere una casa popolare per otto anni: se non paghi, però, verrai cacciato (cityzen.it)

L’obiettivo è quindi quello di controllare in maniera attenta e precisa tutta la filiera dell’assegnazione delle case popolari, affidando in questo senso un maggiore potere alla Regione e limitando quello del Comune. Ci saranno inoltre nuovi canoni di locazione, per un minimo di 35 euro al mese e cambieranno anche i rapporti tra inquilino e gestore: questi diventeranno di quattro anni, rinnovabili per altri quattro.

Alla fine del periodo, la famiglia che abita nella casa popolare dovrà dimostrare di avere ancora tutti i requisiti per poter rimanere lì. Stretta anche sui criteri che regolano la platea di richiedenti, soprattutto in merito ai cittadini stranieri che devono avere dei documenti che provino la regolarità della loro presenza sul territorio italiano. Inoltre, tutti coloro che presentano la domanda devono dimostrare di poter pagare l’affitto regolarmente.

Giulia Belotti

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