Cambiano le detrazioni d’affitto nel 2024. Come ottenere l’agevolazione fiscale in modo corretto anche se non sei residente.
La detrazione per le spese d’affitto di solito sono legate alla residenza dell’inquilino, ma si possono ottenere anche quando non si è residenti. Un’eccezione è quando il lavoratore ha un contratto a breve termine per motivi di studio o se lavora in una città diversa dalla sua residenza. In questo caso può beneficiare della detrazione allo stesso modo di chi ha un affitto e risiede nell’abitazione. Ma ci sono anche altre eccezioni.
Una di queste è quando c’è comprovata necessità o giustificato motivo ( come l’abbandono della casa per motivi famigliari, personali o problemi di convivenza). Tuttavia è importante verificare le normative vigenti e consultare un esperto in materia per valutare la propria situazione e come beneficiare della detrazione per le spese di affitto nella residenza in cui si è solo domiciliati.
Come detto precedentemente, per ottenere la detrazione non è necessario sempre cambiare residenza. Dunque l’immobile locato deve essere la casa abituale dell’inquilino senza la necessità di trasferire la propria residenza. È importante, tuttavia, sapere alcune cose prima di fare domanda per detrarre le spese dell’affitto della nuova abitazione e ottenere lo sconto. Altrimenti sarà difficile poter avere la detrazione delle spese dell’immobile locato.
Innanzitutto è importante conservare i documenti relativi alla residenza, come le bollette energetiche, che consentono di beneficiare delle detrazioni Irpef previste all’articolo 16 del Tuir. Per esempio gli studenti fuorisede non devono per forza cambiare casa per godere della detrazione al 19%. Tuttavia, devono essere iscritti al corso di laurea in un comune diverso dalla residenza e il contratto di locazione deve essere situato nel comune dell’università o limitrofi.
La detrazione per il 2024 spetta anche ai titolari di contratti di locazione per unità immobiliari utilizzate come abitazione principale. La detrazione riguarda i contratti a canone libero, a canone convenzionale, stipulati da giovani tra i 20 e i 30 anni e da lavori dipendenti in occasione di trasferimenti per motivi di lavoro.
Ai lavoratori dipendenti che hanno trasferito la residenza nel comune di lavoro o in uno limitrofo spetta una detrazione forfettaria, rapportata al numero di giorni in cui l’unità immobiliare è stata adibita ad abitazione principale.
L’importo della detrazione dipende dal reddito complessivo, con un importo di 991,60 euro per redditi fino a 15.493,71 euro e di 495,80 euro per redditi compresi tra 15.493,71 e 30.987,41. La detrazione è destinata esclusivamente ai lavoratori dipendenti, mentre sono esclusi i percettori di redditi assimilati a quelli del lavoro dipendente.
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