Attualità

IRPEF, cambiano molte cose nel 2024: le novità da conoscere

Published by
Valentina Giungati

Le nuove regole IRPEF introducono una nuova modalità di approccio per il pagamento delle tasse, che tutti devono seguire. 

L’Agenzia delle Entrate ha emanato una circolare in cui ha chiarito le opzioni di applicazione dell’Irpef e per spiegare ai contribuenti come procedere per il pagamento delle tasse.

Le novità IRPEF per il 2024 (cityzen.it)

La circolare 2 del 6 febbraio 2024 dell’AdE ha specificato le istruzioni da seguire, sia per l’imposta sui redditi per persone fisiche e sia per le nuove limitazioni, indicando quelle che sono le soglie relative per la rimodulazione delle quote.

IRPEF, cosa cambia per il 2024

La novità fondamentale da comprendere e che è alla base di questa variazione è il passaggio da 4 a 3 aliquote, quindi automaticamente al cambiamento delle fasce di reddito che questo comporta.

IRPEF, cosa accadrà ai redditi nel 2024 (cityzen.it)

Oggi per i redditi fino a 28 mila euro si applica l’aliquota fissa del 23% sul reddito. Fino a 50 mila euro con aliquota relativa al 35% e imposta di 6.440 euro e il 35% del reddito per la soglia che supera i 28 mila euro e fino ai 50 mila euro. Oltre i 50 mila euro con un’aliquota del 43% applicata con un’imposta di 14.140 euro e il 43% del reddito che supera i 50 mila euro.

Quello che cambia in modo particolare è il secondo scaglione. Rispetto agli altri anni quindi il primo è stato innalzato e il secondo è stato soppresso, quindi sono soprattutto i redditi medio-bassi che subiranno modifiche dal punto di vista pratico nel calcolo. Una questione aggiuntiva è quella relativa alla cedolare secca e al regime forfettario che ora rientrano nelle agevolazioni ACE.

Viene introdotta anche una no tax area ovvero una fascia di reddito entro cui non si pagano le imposte. Dal 2024 questa riguarda sia i lavoratori dipendenti che i pensionati per redditi fino a 8.500 euro (quindi la soglia viene innalzata rispetto all’anno precedente). Rientrano in questa soglia sia pensionati che lavoratori dipendenti mentre per il 2023 questo limite era applicato solo ai pensionati. Capitolo a parte per il trattamento integrativo, ex Bonus Renzi, che è stato confermato e viene riconosciuto a coloro che hanno un reddito inferiore ai 15 mila euro.

Dal primo gennaio è stato anche eliminato l’ACE, l’aiuto per la crescita economica che non viene più applicato sui fondi. Tutto questo si traduce in termini semplici in un cambiamento per quanto concerne pensioni e redditi da lavoro dipendente. In alcuni casi ci sono degli aumenti perché la  pressione fiscale inferiore fa aumentare il netto in busta paga. Resta comunque la necessità di valutare caso per caso.

Valentina Giungati

Recent Posts

Anoressia e bulimia: Claudia Conte promuove una giornata di prevenzione con studenti e volontari a Viterbo

Claudia Conte nelle scuole di Viterbo per insegnare ai più piccoli il valore del cibo…

2 settimane ago

Sportello MEMOR-ABILE: un’iniziativa per la Settimana del Cervello a Roma

In occasione della Settimana del Cervello, dal 10 al 16 marzo, il Centro Demenze della…

2 settimane ago

BF Wellness amplia la sua rete: 50 strutture gestite in Italia grazie all’accordo con TH Resort

BF Wellness, leader nella gestione di SPA e centri benessere nei migliori resort e poli…

2 settimane ago

Claudia Conte e “La voce di Iside”: il libro sul disagio giovanile arriva a Milano

Il 18 marzo, nella suggestiva Terrazza Duomo 21 a Milano, si terrà la presentazione di…

3 settimane ago

Nastri per partecipazioni: come scegliere il dettaglio perfetto per il tuo invito di nozze

L’importanza dei nastri nelle partecipazioni di matrimonio Nastri per partecipazioni - Le partecipazioni di matrimonio…

3 settimane ago

Tatuaggio per donna: Quali sono gli stili più amati?

I tatuaggi sono diventati una forma di espressione personale sempre più diffusa tra le donne…

3 settimane ago