Molti avranno sicuramente sperimentato l’imbarazzo di urine che puzzano dopo aver mangiato degli asparagi, ma non sono gli unici colpevoli.
Mangiare asparagi e poi produrre urine puzzolenti è una cosa normale, anche se può creare imbarazzo; l’odore particolare deriva infatti da come l’organismo ha assimilato le sostanze di questi gustosi ortaggi.
Esistono poi diversi alimenti che dopo l’ingestione possono innescare urine maleodoranti, tra cui l’aglio, il curry, il salmone, ma anche il caffè e le bevande alcoliche.
Oltre a questi fattori, però, esistono anche delle malattie che innescano come sintomo un cattivo odore alla pipì. Ecco come riconoscere le differenze tra i disagi attribuiti al consumo di asparagi e altre problematiche di salute.
Secondo gli esperti, almeno il 50% delle persone accusa urine maleodoranti dopo aver mangiato asparagi, e ciò è dovuto ad una sostanza contenuta n questi ortaggi.
La sostanza colpevole è l’acido asparagusico, una molecola che durante i processi digestivi si scompone dando origine a sottoprodotti contenenti zolfo. Secondo gli esperti, molti soggetti possono accusare cattivi odori nelle urine anche per diverse ore dopo aver mangiato gli asparagi. Anche altri alimenti e bevande, però, possono innescare il medesimo effetto: caffè, cocktail alcolici, aglio, cipolla, curry, cavoli e salmone. E persino alcuni farmaci hanno il potere di cambiare l’odore della pipì.
Ma se capita di sentire puzza mentre si fa la pipì, le cause potrebbero non essere imputabili solamente alla dieta. Anche perché non vi sono controindicazioni sul consumo di suddetti alimenti, sebbene provochino il fastidioso disagio delle urine puzzolenti.
Invece chi avverte questo fenomeno pur non avendo mangiato asparagi & co dovrebbe approfondire perché potrebbe trattarsi di qualche malattia in atto.
Le urine possono avere un cattivo odore, infatti, anche semplicemente quando è in corso la disidratazione; condizione che però non è da sottovalutare, ecco perché gli esperti consigliano di idratarsi continuamente e bere almeno 2 litri di acqua al giorno.
Oltre alla disidratazione, anche i calcoli renali possono innescare un odore cattivo della pipì, così come la cistite, la clamidia, il diabete, l’insufficienza epatica e/o renale, la gonorrea e la prostatite.
Ecco perché non bisogna sottovalutare il fatto di produrre urine maleodoranti; se non si stanno assumendo farmaci e non si è mangiato gli alimenti che causano questo effetto, meglio approfondire col proprio medico curante, in modo da capire tempestivamente le cause del fenomeno e porre rimedio.
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